Perché questo nome

Io sono una accumulatrice... non di quelle patologiche che si vedono sui documentari di Sky, ma tendo a buttare molto poco, giusto quando le cose sono piene di buchi o delle scarpe mi salta via la suola. 
E, in questo, io e il marito non potremmo essere più diversi... ma non perché lui sia uno che butta, no, lui non accumula: io possiedo due armadi, lui due ante, io un intero armadio per le scarpe, lui uno spazietto di mezzo metro quadrato sotto uno scaffale. Una volta, poi, condividevamo l'armadietto del bagno e per il 98% conteneva cose mie.
Dopo anni di convivenza, abbiamo, finalmente, bagni separati. 

Io ho il mio, con mattonelle dai disegni floreali di tre diversi colori, pieno zeppo di molte cose anche inutili e lui ha il suo, dai colori sobri, in perfetta sintonia con il resto della casa, un bellissimo regno ordinato che contiene l'essenziale.
Dai nostri bagni separati mi è venuta l'idea per questo blog... bagni separati che sono una sorta di emblema delle diversità tra due persone che vivono insieme. Diversità che ci sono sempre, anche quando amiamo follemente il nostro coinquilino/amante... perché, eccetto che in rari casi (alcuni li conosco personalmente), è proprio difficile che due vadano a convivere e che sia tutto rose e fiori sin dal primo momento, senza nessun problema di adattamento. D'altra parte, due tizi... che per trent'anni hanno vissuto per i conti loro, magari anche con la mamma che preparava loro la pappa a pranzo e a cena, con le proprie abitudini e quelle della propria famiglia di origine radicate sin dentro il cervello... 'sti due tizi vanno a vivere insieme e due mondi, semplicemente, si scontrano.
A volte lo scontro è fatale. Altre volte no e, a poco a poco, si cerca insieme di appianare le differenze...
- ah quindi tu il tubetto del dentifricio lo spremi partendo dal centro? ehm, che simpatico il tubetto con quella forma a 8... però che ne dici se da domani, lo spremiamo partendo dal fondo?
A questo, la risposta potrebbe spaziare da un V@ffanculo dei più radicati nelle proprie posizioni, al Ah, in effetti, discutendo con te di questo problema, mi accorgo che hai ragione e spremere il tubetto dal fondo mi sembra più funzionale, quindi da domani lo farò anche io di quelli disposti a mettere in gioco le proprie posizioni, al Certo amore di quelli che non hanno una propria posizione e assumono in automatico quella dell'altro.

Tra le tre posizioni, preferisco nettamente la seconda.

I bagni separati, poi, rappresentano i propri spazi.
Un tempo sono stata una che ha vissuto quasi annullandosi per un altro. Tempo dopo, anche grazie a una delusione che non dimenticherò finché campo, ho capito che amare non significa annullarsi per l'altro. E che mantenere i propri spazi e i propri interessi individuali, oltre a quelli della coppia, è fondamentale per la sopravvivenza. E poi, magari non per tutte le coppie, ma credo che per la maggior parte, vi sono momenti in cui rifugiarsi nel proprio bagno potrebbe essere l'unica via di salvezza!


Qui sotto due immagini di bagni famosi, entrambi protagonisti del film Shining di S. Kubrick, uno dei miei film preferiti.
Il primo, quello verde, è il bagno della camera 237, nella quale Jack incontra la donna nuda con cui pomicia un po' prima di rendersi conto che è in avanzato stato di decomposizione.
Il secondo bagno, quello rosso, è quello in cui Jack incontra Delbert Grady, vecchio custode dell'albergo, che gli spiega in che modo ha punito sua moglie e le sue figlie che non amavano l'albergo, dandogli proprio un'ottima idea.



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